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Trento,agosto 2008, quartiere di Piedicastello
Le Gallerie sono due tunnel stradali lunghi 300 metri ciascuno leggermente curvati che corrono perfettamente paralleli sotto il Doss Trento, la verruca a fianco dell’Adige sulla cui sommità si erge il mausoleo a Cesare Battisti . Nel 2007, chiuso il traffico e deviata la tangenziale, tale spazio (più di 6.000 metri quadrati di superficie) è diventato un luogo immenso e ricco di suggestioni.
Nel 2008 FilmWork ha progettato e prodotto, su incarico della Fondazione Museo storico del Trentino, il primo grande evento ospitato da Le Gallerie. E’ nata così la mostra “1914-1918: I Trentini e la Grande Guerra, un popolo scomparso e la sua storia ritrovata” (19 agosto– 16 novembre 2008) concepita in collaborazione con Jeffrey T. Schnapp, curatore prima del concept e poi dell’evento, e il suo Stanford Humanities Lab e con lo Studio Terragni Architetti di Como che ha progettato l’allestimento.
I contenuti sono stati curati da Quinto Antonelli, Patrizia Marchesoni e Camillo Zadra con il coordinamento scientifico di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione.
I tunnel stradali sono così diventati due “tunnel del tempo”, uno nero e l’altro bianco.
La galleria nera è stata organizzata come una fantasmagoria, una vera e propria sfilata di fantasmi. I cinque anni nei quali si combatté la Grande Guerra ne scandiscono la progressione mentre le voci e le immagini (in tutto 58 proiezioni sulle pareti curve della galleria ma anche sull’asfalto e su schermi sospesi double faces) di persone comuni si uniscono nel racconto corale.
La galleria bianca è divisa in tre sezioni.
La prima contiene una sequenza di otto casette che ricordano le baracche delle “città di legno”: i campi profughi. In ciascuna di queste un momento chiave della memoria della guerra, dal 1921 fino agli anni Novanta: la costruzione dei monumenti, la fondazione dei musei, lo sviluppo degli archivi, la creazione di nuovi riti commemorativi.
Nella seconda sezione, su otto grandi pedane, trovano spazio gli oggetti, le fotografie e i resti materiali che documentano il modo in cui la guerra fu vissuta dalle persone comuni.